raccolta differenziata

Quando la raccolta dei rifiuti va differenziata: ecco i risultati dell’Italia

Comuni ricicloni vengono definite quelle città che riescono a ottenere durante un anno una percentuale notevole di raccolta differenziata e per fortuna in Italia godiamo di alcuni di questi esempi da nord a sud ma ci sono tanti comuni ancora che vanno educati alla raccolta differenziata. Più di tutti però c’è ancora una grossa percentuale di popolazione che la raccolta differenziata non sa cosa sia e che continua a raccogliere i rifiuti in modo indifferenziato. Vediamo cosa dicono quest’anno le cifre della raccolta differenziata nel nostro paese.

Quanto differenziamo?

Non tutti sanno come funziona la raccolta differenziata e quindi sono ancora molte le persone che non sanno applicarla, sebbene non sia poi così complicata e difficile come vuol apparire. Nonostante questa percentuale della popolazione italiana cui poco importa di fare la raccolta differenziata dei rifiuti perché nemmeno ne comprende ancora il senso, c’è chi invece la fa eccome diventando l’orgoglio della nazione: dai dati dell’Ispra disponibili finalmente anche on line sul sito del Catasto dei Rifiuti si può facilmente evincere come la raccolta differenziata venga eseguita e da quali comuni italiani provengano le cifre più alte. Queste cifre possono anche stimolare i cittadini ad applicarsi meglio nell’effettuare la raccolta e anche chiarire quali siano attualmente le metriche che interessano la raccolta dei rifiuti.

A rendere disponibili questi dati sono state le sezioni del Catasto di ogni regione italiana, ovvero i soggetti pubblici che possiedono effettivamente le informazioni e il modello Unico di dichiarazione ambientale. Per ore i dati da poter consultare riguardano gli anni dal 2010 al 2013, e a favorire ancora di più a rendere la situazione esaustiva e più completa è anche la divisione delle informazioni a seconda degli ambiti ovvero comune, provincia regione e nazionale, nonché la frazione merceologica. Questa suddivisione serve principalmente a rendere più facile la lettura dei dati e soprattutto la comparazione che è possibile effettuare per anni e per zone geografiche, che forse è l’ambito che interessa maggiormente per capire dove la differenziata regna indiscussa e dove invece il verbo differenziare non ha ancora attecchito.

L’Italia sa davvero differenziare?

I dati resi noti dal Catasto sono ben chiari sull’andamento della differenziata per zone e per annate, diciamo che i due fattori differiscono anche gli uni dagli altri perché se nel 2010 la parola stessa di differenziata non riuscivano a capirla 10 persone su 10, nel 2013 la situazione è un po’ migliorata con comuni che, da nord a sud, sono diventati sinonimo di raccolta differenziata tanto da meritare il nomignolo di ricicloni per quanto i cittadini sono riusciti bene nell’impresa del differenziare plastica da umido e vetro da polistirolo. Ma andiamo con ordine vedendo cosa l’anno 2013 ci dice di questo riciclo: secondo i dati raccolti il 2013 vede la differenziata toccare quota 42,3%, decisamente migliore questo risultato rispetto anche solo al 2012 in cui la quota si era fermata a cifre inferiori addirittura al 40%.

Se invece si prende in considerazione il periodo 2010-2013, e quindi si leggono le cifre nel lungo periodo, si può subito evincere come il dato a favore sia maggiore dato che in tre anni si è registrato un aumento del 7%. Al di là di questi numeri piuttosto generici, bisogna vedere nell’entroterra come si comportano i comuni e vedere nello specifico dove la differenziata vince e di fatto esiste ancora una bella differenza tra le diverse realtà nazionali anche sulle macro aree: se al nord la percentuale infatti sale al 54%, al centro si assesta su un timido 36%, mentre al sud addirittura siamo a livelli ancora più bassi e fermi al 28.8%. In pratica se al nord la fatica di differenziare la fanno quasi tuti e si evince dalla stessa percentuale, al centro-sud si è ancora un po’ lontanucci dal raggiungere tale quota e ancora a poco valgono gli sforzi notevoli dei comuni ricicloni del sud. La strada da percorrere è, purtroppo, ancora lunga.