la pubblicita ti condiziona

Quando la pubblicità ti condiziona: ecco le cattive abitudini indotte

Quante pubblicità di prodotti alimentari vengono trasmesse in tv o pubblicate su cartelloni o siti web che inducono a comprare un determinato alimento perché promette quel gusto e quel piacere unici che, invece, altri alimenti non si sognano nemmeno di far provare? Questo è più o meno il messaggio pubblicitario che le multinazionali vogliono far passare al pubblico sui propri prodotti che, stando ai loro messaggi poco subliminali, dovrebbero essere tutti genuini, prodotti con materie prime selezionate e addirittura salutari.

Quanto ci fanno male le pubblicità

Le pubblicità dei prodotti alimentari non fanno altro che mettere in moto le aree responsabili del piacere, del gusto e dell’apprendimento all’interno del cervello con la conseguenza che innescano il meccanismo di acquisto in chi magari già di per sé ama snack, fast food e cibi grassi. E strano più non appare che il numero di bambini e di adolescenti con problemi di sovrappeso e di obesità siano aumentati negli ultimi anni dato il potere persuasivo di certi sport che hanno preso il sopravvento sui network televisivi e purtroppo anche sulle abitudini alimentari dei nostri ragazzi che pensano che le patatine fritte, i cheeseburger di McDonald’s e le ciambelle con la glassa siano salutari.

Ci chiediamo a questo punto dove sia finita la buona vecchia dieta mediterranea e ci rendiamo tristemente conto che a batterla sono state le multinazionali statunitensi e il cibo spazzatura che proviene da lì, e se la colpa dell’alimentazione sbagliata e sregolata fosse proprio delle pubblicità?

Cosa si può fare per educare alla corretta alimentazione

Recentemente è stato pubblicato uno studio che svela come varie zone del cervello degli adolescenti già in sovrappeso subiscono una sovra-stimolazione quando assistono alla pubblicità di cibo. A essere stimolate ulteriormente sono proprio quelle aree del cervello responsabili del senso del piacere e della gratificazione, del gusto e l’area che controlla i movimenti della bocca, in quanto si pensa che i ragazzi mentalmente immaginano e simulano il consumo del cibo sponsorizzato nella pubblicità, e ciò induce a escogitare nuovi metodi per la perdita di peso. La ricerca in questione ha visto gli studiosi sottoporre un gruppo di adolescenti sovrappeso e un altro di adolescenti sani alla visione di una serie tv intervallata da pause pubblicitarie: in questo modo i ricercatori hanno potuto controllare l’attività cerebrale dei ragazzi mentre vedevano pubblicità di alimenti e di prodotti non alimentari.

Il risultato è stato quello che durante le pubblicità alimentari, tutti i ragazzi erano particolarmente attenti agli spot alimentari in quanto si mettevano in azione subito le aree del cervello che controllano l’attenzione e la ricompensa e in chi era sovrappeso proprio l’attività relativa alla ricompensa era maggiore, insieme al senso del gusto e all’area che controlla la bocca. Tutto questo per confermare quello che probabilmente già si sapeva ovvero che chi è in sovrappeso al vedere cibo in tv simula mentalmente il consumo di quel cibo che viene sponsorizzato e lo desiderano. I cattivi comportamenti alimentari verrebbero così rafforzati al punto da diventare cattive abitudini: che fare per correggere il tiro? Forse una risposta potrebbe essere quella di intervenire sulla simulazione del consumo di cibi promuovendo gli alimenti sani.