L’accordo Usa-Cina sul clima: cosa risolve e come

Lo scorso anno si è chiuso con un accordo definito dai media storico tra Usa e Cina ovvero quello sulla riduzione dell’emissione dei gas serra cui la super potenza cinese ha deciso di aderire. Cosa significa e cosa implica sul benessere del pianeta questo accordo?

L’accordo Usa-Cina per il clima: perché?

Quando due grandi potenze economiche firmano un accordo come quello sul clima stipulato finalmente e prima del previsto da Cina e Stati Uniti, la notizia fa il giro del mondo inevitabilmente. Ma cosa significa e cosa ci si aspetta da tale accordo? Americani e cinesi fanno blocco comune sulle questioni ambientali e in particolare per quanto riguarda i cambiamenti climatici e le emissioni di gas serra per cui sono previsti nuovi limiti che la Cina ha con tale accordo accettato e ciò significa che si impegna a una riduzione del 20% entro il 2030 mentre gli Usa si sono impegnati a ridurre le emissioni del 28% entro dieci anni, ovvero per il 2025.

In quanto nuova potenza industriale, la Cina è impegnata da anni nella salvaguardia della salute della sua popolazione che passa attraverso l’inquinamento ambientale e si è decisa a prendere finalmente una chiara posizione al riguardo proprio con questo accordo. Nel paese del Sol Levante infatti, si sono calcolati in 670mila i decessi causati dalle centrali a carbone per questo Pechino ha iniziato a investire cifre ingenti nel campo delle energie pulite compreso il nucleare e sebbene sia prevista la realizzazione di nuove centrali a carbone necessarie a soddisfare la sempre crescente richiesta di energia del Paese, il premier cinese si è impegnato a diminuire la crescita delle emissioni di gas serra entro il 2030. Ciò significa che il paese dovrà sviluppare almeno 1000 Gigawatt di energia pulita da fonti non fossili. Si tratta di una quota che il governo di Pechino intende raggiungere ance con lo sviluppo e la diffusione dell’energia nucleare, certo è che almeno il colosso orientale ha deciso di darci un taglio o meglio di fare uno sforzo in più verso la giusta direzione. Infatti, con questo accordo la Cina andrebbe a ridurre le emissioni del 4% ogni anno, e al contempo a incrementare la percentuale di energie rinnovabili: proprio in Cina l’uso dell’energia solare si sta diffondendo a una velocità incredibile così come l’energia nucleare è in crescita, quindi si può dire che Pechino è pronta all’impegno preso.

E quali sono gli impegni presi da Obama?

Da parte sua il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sa che da un paese più ricco e soprattutto con richieste energetiche più stabili, non ci si può aspettare di meno per cui ha posto un nuovo obiettivo nella riduzione delle emissioni fissandolo al 28% entro il 2025 e se si pensa che il taglio precedente era stato fissato al 17% entro il 2020, l’obiettivo anche per gli Usa è decisamente positivo.

In tal caso, bisogna penare se questo obiettivo piuttosto ambizioso fissato dagli Stati Uniti, sia effettivamente raggiungibile dato che chiede uno sforzo praticamente doppio rispetto al passato per la diminuzione delle emissioni. Secondo le analisi effettuate, si tratterebbe di uno sforzo decisamente possibile sia in termini tecnici che economici, più che altro si teme per le conseguenze politiche dell’accordo stipulato dato che negli Stati Uniti a frenare quest’azione pro clima sono i repubblicani del Congresso cui Obama ha lanciato praticamente una sfida notevole.