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benefici effetti della glucosamina

I benefici effetti della Glucosamina

Non tutti sanno che al nostro organismo la glucosamina fa molto bene, perché è il più importante precursore della sintesi delle proteine e dei lipidi, per questo è importante cercare di assumere glucosamina conducendo un’alimentazione sana ed equilibrata. Cerchiamo di capire meglio cos’è la glucosamina e com’è possibile introdurla nella dieta di tutti i giorni. Oggi viene considerata soprattutto come principale trattamento contro i sintomi dell’artrite e dell’artrosi, eppure la glucosamina è una sostanza che non si limita a tali caratteristiche benefiche ma ne nasconde altre e ancora migliori. Assunta come semplice integratore alimentare, è possibile dopo un po’ avvertire i veri benefici dell’assunzione regolare di glucosamina nel proprio corpo: vediamo quindi quali sono queste decantate qualità.

Prima di tutto basti pensare che per essere assunta da milioni e milioni di persone in tutto il mondo come una sorta di farmaco per combattere l’artrosi, significa che la glucosamina qualche risultato deve pur darlo. Infatti, chi inizia un trattamento contro l’artrosi specificamente a base di glucosamina sa che questa sostanza serve prevalentemente a rallentare se non addirittura a fermare il progressivo deterioramento delle cartilagini presenti tra un’articolazione e l’altra che appunto, con l’avanzare dell’età si deteriorano provocando i dolorini tipici dell’artrosi. Per contrastare sia i sintomi che gli effetti dell’artrosi, oggi i benefici glucosamina vengono assunti dai pazienti affetti da patologie alle ossa anche come antidolorifico, il che ha reso la sostanza un’ottima alternativa ai medicinali tradizionali.

Infatti, proprio perché tutti i pazienti rispondono perfettamente al trattamento antidolorifico con glucosamnia, si è stabilito di sostituire le normali medicini contro il dolore e di far assumere ai pazienti la glucosamina che effettivamente riesce da una parte a proteggere le cartilagini dal naturale deterioramento e dall’altra parte riduce il dolore percepito dai pazienti e migliora la flessibilità dell’articolazione. Naturalmente il livello di tali benefici dipende anche e soprattutto dallo stato in cui versa il paziente e quindi dal tipo di gravità della patologia artritica. Quindi, tramite l’assunzione di glucosamina si può risolvere sia il problema alle articolazioni di ginocchia, caviglie, spalle, e di dita, piedi e colonna spinale, sia il dolore che i sintomi dell’artrosi provoca nel paziente e che spesso sono irresistibili.

Perché preferire la glucosamina

Poiché la glucosamina è a lenta azione sintomatica, il corpo umano riesce benissimo a sfruttarla per la ricostruzione di quelle cartilagini ormai consumate, però è proprio questa lenta assimilazione a costringere a vederne i risultati solo dopo aver atteso per un certo periodo di tempo, quindi glii effetti non sono affatto immediati, tutt’altro si palesano con calma.

E’ necessario aspettare un po’ di settimane prima che la glucosamina faccia effetto, ma vanno attesi dei mesi prima che il trattamento a base di glucosamina abbia l’effetto desiderato. Il paziente, infatti, deve stare sotto cura come minimo per circa tre mesi e deve assumere ogni giorno una dose di glucosamina pari a 1500 mg, e tale razione va prescritta sempre dal medico curante perché è solo il professionista a poter stabilire se e in che quantità la glucosamina può effettivamente giovare al paziente.

nostri gusti alimentari dipendono da noi stessi

Quanto i nostri gusti alimentari dipendono da noi stessi?

Se vi dicessero che a decidere quel che vi piace e quel che non preferite troppo non siete voi ma i batteri che vivono nell’organismo e che hanno dei precisi bisogni alimentari, ci credereste? Vediamo più a fondo nella questione e cerchiamo di capirne di più

Quando è un batterio a decidere cosa mangiare

Un recente studio sul mondo dei batteri, quei ‘simpatici’ microrganismi che abitano all’interno del corpo umano e che rappresentano una sorta di ‘parassiti’ buoni del nostro organismo, ha dimostrato come in realtà a decidere cosa ci piace mangiare e cosa no sono proprio questi piccoli ospiti che manipolano i nostri gusti a seconda delle loro esigenze alimentari. Quante volte cerchiamo di iniziare una dieta invano o cerchiamo di resistere a certe dolci tentazioni finendo per cascarci sempre: ebbene non è detto che questi cedimenti dipendano completamente da noi.

I batteri che dimorano nella flora intestinale infatti, necessitano di alimentarsi e hanno dei propri ‘gusti’ ovvero delle necessità alimentari e per imporre al nostro cervello le loro esigenze possono agire secondo un meccanismo di punizioni e ricompense. A dimostrarlo è stato un recente studio pubblicato su BioEssays di alcuni ricercatori dell’Università di San Francisco, dell’Arizona e del New Messico. In realtà, lo studio dell’ecosistema batterico che vive nel corpo umano è da sempre un argomento affascinante per gli scienziati e i ricercatori: i batteri infatti vengono studiati affinché si possano migliorare e ottimizzare le sperimentazioni di metodi di cura alternativi.

Obesità e sovrappeso: è il batterio che decide?

È anche vero però che questi piccoli microbi agiscono come una specie di cospiratori sul cervello attraverso il nervo vago che collega l’intestino al cervello ed è proprio così che riescono a modificare i nostri comportamenti e l’umore e anche a cambiare i recettori del gusto, come? Per esempio producendo tossine che ci fanno preferire un cibo all’altro o farci rigettare un alimento o al contrario rilasciando sostanze chimiche che ci fanno desiderare un determinato alimento. Ovviamente però i batteri non hanno il monopolio o l’esclusiva su nostri gusti, anche ni possiamo agire sui gusti dei batteri: per esempio accade spesso che durante una settimana si cambino le proprie abitudini alimentare il che dà luogo a un cambiamento anche della nostra flora intestinale in modo da renderla più ‘malleabile’.

Insomma, i batteri possono anche influenzare i nostri gusti in fatto di cibo ma è anche vero che si comportano così perché lo vogliamo anche noi: per essere chiari, se amate i dolci è perché i batteri della vostra flora intestinale amano gli alimenti dolci e zuccherosi. Attenzione però al circolo vizioso che ne deriva e che rende sempre più difficile cambiare stile alimentare: è sufficiente pensare ai giapponesi che per digerire le alghe hanno dovuto sviluppare una particolare flora intestinale.

la pubblicita ti condiziona

Quando la pubblicità ti condiziona: ecco le cattive abitudini indotte

Quante pubblicità di prodotti alimentari vengono trasmesse in tv o pubblicate su cartelloni o siti web che inducono a comprare un determinato alimento perché promette quel gusto e quel piacere unici che, invece, altri alimenti non si sognano nemmeno di far provare? Questo è più o meno il messaggio pubblicitario che le multinazionali vogliono far passare al pubblico sui propri prodotti che, stando ai loro messaggi poco subliminali, dovrebbero essere tutti genuini, prodotti con materie prime selezionate e addirittura salutari.

Quanto ci fanno male le pubblicità

Le pubblicità dei prodotti alimentari non fanno altro che mettere in moto le aree responsabili del piacere, del gusto e dell’apprendimento all’interno del cervello con la conseguenza che innescano il meccanismo di acquisto in chi magari già di per sé ama snack, fast food e cibi grassi. E strano più non appare che il numero di bambini e di adolescenti con problemi di sovrappeso e di obesità siano aumentati negli ultimi anni dato il potere persuasivo di certi sport che hanno preso il sopravvento sui network televisivi e purtroppo anche sulle abitudini alimentari dei nostri ragazzi che pensano che le patatine fritte, i cheeseburger di McDonald’s e le ciambelle con la glassa siano salutari.

Ci chiediamo a questo punto dove sia finita la buona vecchia dieta mediterranea e ci rendiamo tristemente conto che a batterla sono state le multinazionali statunitensi e il cibo spazzatura che proviene da lì, e se la colpa dell’alimentazione sbagliata e sregolata fosse proprio delle pubblicità?

Cosa si può fare per educare alla corretta alimentazione

Recentemente è stato pubblicato uno studio che svela come varie zone del cervello degli adolescenti già in sovrappeso subiscono una sovra-stimolazione quando assistono alla pubblicità di cibo. A essere stimolate ulteriormente sono proprio quelle aree del cervello responsabili del senso del piacere e della gratificazione, del gusto e l’area che controlla i movimenti della bocca, in quanto si pensa che i ragazzi mentalmente immaginano e simulano il consumo del cibo sponsorizzato nella pubblicità, e ciò induce a escogitare nuovi metodi per la perdita di peso. La ricerca in questione ha visto gli studiosi sottoporre un gruppo di adolescenti sovrappeso e un altro di adolescenti sani alla visione di una serie tv intervallata da pause pubblicitarie: in questo modo i ricercatori hanno potuto controllare l’attività cerebrale dei ragazzi mentre vedevano pubblicità di alimenti e di prodotti non alimentari.

Il risultato è stato quello che durante le pubblicità alimentari, tutti i ragazzi erano particolarmente attenti agli spot alimentari in quanto si mettevano in azione subito le aree del cervello che controllano l’attenzione e la ricompensa e in chi era sovrappeso proprio l’attività relativa alla ricompensa era maggiore, insieme al senso del gusto e all’area che controlla la bocca. Tutto questo per confermare quello che probabilmente già si sapeva ovvero che chi è in sovrappeso al vedere cibo in tv simula mentalmente il consumo di quel cibo che viene sponsorizzato e lo desiderano. I cattivi comportamenti alimentari verrebbero così rafforzati al punto da diventare cattive abitudini: che fare per correggere il tiro? Forse una risposta potrebbe essere quella di intervenire sulla simulazione del consumo di cibi promuovendo gli alimenti sani.