distruggere i detriti spaziali

Distruggere i detriti spaziali: ora si può

Per cercare di contenere il problema riguardanti i detriti spaziali si è pensato di portare sulla stazione spaziale un laser per incenerirli, ama identificarne prima le traiettorie sarà un telescopio che lavorerà in abbinamento con il laser.

Quando la spazzatura è troppa anche nello spazio

Un laser sembrerebbe la risposta al problema dei detriti i spaziali. Nelle nostre orbite esistono tonnellate e tonnellate di detriti di varie dimensioni formati da rifiuti di varie misure magari derivanti da collisioni, insomma spazzatura spaziale che circola all’interno delle orbite basse della Terra e che non fa altro che occupare spazio intorno al nostro pianeta, e che rappresenta un rischio reale per il corretto funzionamento di quei satelliti tutt’ora in orbita e, naturalmente, per la stessa Stazione spaziale anche se quest’ultima può correggere la propria traiettoria se vengono segnalati dei detriti particolarmente pericolosi.

Questi detriti che formano la spazzatura spaziale per la maggior parte sono piccolissimi e proprio per questo riescono anche a raggiungere delle velocità pari a 36 mila km/h ecco perché un potenziale scontro con quei satelliti ancora attivi ne rischierebbe il funzionamento. E proprio per eliminare un po’ di rifiuti indesiderati dalle nostre orbite e dal nostro spazio si potrebbe realizzare un sistema che da una parte identifichi nell’hic et nunc dove sono i detriti spaziali e dall’altra parte di distruggerli in maniera definitiva.

Detriti spaziali nell’inceneritore spaziale

Per creare tale sistema esperti hanno pensato bene di abbinare un telescopio, e nella fattispecie il telescopio Euso, e un laser che servirebbe per ridurre in briciole i detriti identificati precedentemente. Telescopio e laser andrebbero sistemati sulla stazione spaziale internazionale per poter essere usati a tale scopo. L’Euso è un telescopio che viene usato per osservare l’attività dei raggi cosmici, ma ciò non preclude la possibilità che possa essere usato per identificare i rifiuti spaziali che si trovano tutt’intorno alla Iss. Una volta che il telescopio individua i detriti entra in gioco il lavoro del laser, che dovrebbe esser potente abbastanza da incenerire una volta per tutte i rifiuti grazie all’uso di un getto estremamente potente di radiazione.

Questa azione combinata permetterebbe di individuare e annientare detriti fino a 100 km di distanza. In realtà, l’idea del laser non suona del tutto nuova dato che già negli scorsi decenni si era pensato di poterlo usare per alterare le traiettorie dei detriti spaziali più pericolosi, non per eliminarli del tutto. In questo caso però, la sua funzione sarebbe di annientare un primo strato di materia del detrito per spingerlo in basso e farlo bruciare non appena entrato nell’atmosfera. Se questo sistema funzionasse non solo lo si potrà montare sulla Stazione spaziale, ma lo si potrebbe usare anche all’interno di un progetto di satellite sviluppato proprio per annientare i rifiuti spaziali.