| La fase di restauro |
| I restauratori del Museo di Reggio
Calabria, G. Spinella e P.Violi procedettero inizialmente alla pulitura
con mezzi meccanici della statua A nelle parti coperte da concrezioni
si sabbia e di ghiaia, come alcuni settori del corpo e soprattutto
il volto che risultava completamente nascosto ; successivamente i
tecnici fiorentini, prima di dare inizio alla fase vera e propria
del restauro, eseguirono delle gammagrafie per conoscere la struttura
interna e le caratteristiche della fusione e analisi chimiche e fisiche
per acquisire dati sulla tecnologia utilizzata dallo scultore. Completata
la pulitura delle superfici esterne con macchinari spesso progettati
o modificati appositamente si dovette affrontare il problema della
presenza di fenomeni di corrosione all’interno delle statue
a causa dei cloruri formatisi dalla lunghissima immersione in mare
della terra di fusione rimasta nelle cavità interne; ciò
rese necessario rimuovere i “tenoni” in piombo sotto i
piedi per creare una via di accesso, all’interno attraverso
le gambe, che consentisse il necessario svuotamento. Fu effettuato
quindi il trattamento conservativo delle superfici interne ed esterne
per immersione in grandi vasche appositamente costruite; le statue
furono infine mantenute in camera umida, cioè in condizioni
di massimo stress artificiale, per localizzare l’eventuale permanenza
di fenomeni di corrosione ciclica. |
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