museo nazionale di reggio calabria
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La fusione "a cera persa"
Statua B - Calco in creta
Lo scultore preparava un modello in creta delle dimensioni della statua che si voleva ottenere; da esso si traevano dei calchi a settori staccati che venivano poi rivestiti all’interno con uno strato di cera dello spessore che si voleva dare al bronzo; i vari settori di calco venivano poi assemblati e nella cavità interna veniva colato un impasto di argilla, in cui si inserivano alcune barre di ferro per aumentarne la coesione e la solidità che, asciugando e salificando, costituiva il nucleo interno. Dopo la rimozione dei calchi, si creava un mantello esterno di argilla perfettamente aderente allo strato di cera, quindi si riscaldava il tutto per fondere la cera che usciva da appositi tubi di scarico, lasciando cavo lo spazio tra il nucleo interno ed il mantello esterno, dentro il quale veniva colato il bronzo fuso.Dopo il raffreddamento si rimuoveva il mantello esterno (mentre il nucleo interno generalmente non era rimosso) e si procedeva a saldare tra loro le varie parti fuse separatamente, a rifinire la superficie, ad eliminare difetti di fusione (bolle d’aria, impurità, ecc.), ad asportare piccoli riquadri difettosi sostituiti con tasselli di bronzo inseriti a martello; si procedeva infine ad ulteriori levigature che uniformavano la superficie facendole assumere una patina molto scura.
Statua A - Calco in creta
Statua B - Calco in bronzo Statua A - Calco in bronzo
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