
Statua A |
Affondate nel naufragio della nave
che le trasportava dalla Grecia con destinazione probabilmente Roma
nell’epoca in cui i Romani, conquistato il Mediterraneo occidentale,
si erano innamorati della civiltà greca e ne avevano saccheggiato
a piene mani i tesori artistici, le statue bronzee furono ritrovate
il 16 Agosto 1972 a Riace
Marina. L’opera di restauro,
cominciata subito a Reggio Calabria, proseguì poi dal Gennaio
del 1975 al “Centro di Restauro Archeologico” della Sovrintendenza
Archeologica di Firenze e si concluse nel 1980. Dopo le esposizioni
di Firenze (Dicembre 1980 – Maggio 1981) e Roma (Giugno –
Luglio 1981), le due statue sono esposte dall’Agosto 1981 al
Museo Nazionale di Reggio Calabria in ambienti
climatizzati su basamenti
muniti di appositi accorgimenti antisismici. |
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| Le statue rappresentanti due eroi
guerrieri offrono una testimonianza particolarmente rara e preziosa
della scultura greca classica. Databili al V secolo a.C., furono realizzate,
probabilmente su commissione
pubblica, da due diversi scultori con la tecnica della fusione
a “cera persa”, secondo il cosiddetto metodo indiretto,
che consentiva la fusione a parti staccate da saldarsi successivamente
insieme. Attribuite a scultori famosi come Mirone, Fidia, Hageladas
e Alkamenes, le statue di Riace mostrano l’eccezionale padronanza
della resa anatomica, consueta per gli artisti greci. Originariamente
le due figure maschili, raffigurate nella loro nudità
eroica, dovevano essere armate con lo scudo, sorretto dal braccio
sinistro piegato, con l’asta tenuta dalla destra abbassata e
con l’elmo. |

Statua B |
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